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Coproriz-Ntende, Ruanda: la storia di un’impresa cooperativa sostenibile

Ecco il terzo post del progetto aroundtheworld.coop dove condivideremo quello che abbiamo imparato durante il nostro soggiorno in Ruanda, con i coltivatori di riso, i soci della Coproriz-Ntende.

Il Ruanda, conosciuto anche come il paese dalle mille colline, affascina per la bellezza del suo paesaggio così come per l’energia e il dinamismo della sua popolazione.

Come molti sapranno, questo paese ha anche una storia complicata, la storia di un genocidio accaduto nel 1994, dove quasi 1.000.000 di ruandesi, in gran parte tutsi, ma anche hutu, sono stati uccisi. Il Memoriale del Genocidio è il primo luogo che abbiamo visitato una volta atterrati a Kigali. Un’esperienza umana toccante che non dimenticheremo mai e che ci ha lasciato un senso di incredulità sulle atrocità commesse, dove sono morte tante persone, uccise per mano di amici, vicini, insegnanti, e così via. Naturalmente, questo evento ha generato diffidenza e odio tra la popolazione, con chiare ripercussioni sullo sviluppo cooperativo, come vedremo in seguito nel caso di COPRORIZ-Ntende.

Ci sono alcuni dati molto interessanti sul Ruanda. Lo sapevate?

Dopo il genocidio, il Ruanda ha vissuto oltre due decenni di crescita economica ininterrotta e progresso sociale. Nonostante problemi e contraddizioni, ecco alcuni dati e fatti interessanti su questo paese:

  • Si colloca al 6°  posto per l’uguaglianza di genere secondo il Global Gender Gap Report che analizza la parità di genere in 149 paesi analizzando quattro dimensioni: partecipazione economica, risultati scolastici, salute e sopravvivenza ed empowerment politico. Ad esempio, l’Italia, il nostro paese, si classifica 70 esimo  gli Stati Uniti al 51 eismo.
  • Lo sviluppo umano del paese sta aumentando a un ritmo veloce, l‘indice di sviluppo umano è aumentato passando da 0,3 punti nel 1998 a 0,52 punti nel 2017, con un tasso medio annuo del 2,95% .

Il ruolo delle cooperative nella strategia di sviluppo nazionale

Nel 2000, il governo ruandese ha istituito la Vision 2020, una strategia di sviluppo a lungo termine con l’obiettivo principale di trasformare il Ruanda in un paese a medio reddito entro il 2020, basandosi soprattutto sullo sviluppo del settore privato. Qual è il ruolo delle cooperative in questo processo? Secondo l’ ultimo rapporto dell’Agenzia cooperativa del Ruanda, oltre 3,6 milioni di ruandesi sono soci di cooperative. Vale a dire, il 55,3% della popolazione  avente l’età legale per poter essere socio di una cooperativa. Le cooperative sono decisamente un attore importante per ridurre la povertà, un fatto riconosciuto già dai primi anni del 2000, quale strumento per combattere l’estrema povertà presente nel paese dopo il genocidio.

Un’iniziativa recente e molto interessante è la piattaforma di condivisione delle conoscenze cooperative – una piattaforma dove tutte le parti interessate, pubbliche e private, si incontrano ogni tre mesi per condividere informazioni e buone pratiche provenienti dal settore cooperativo, contribuendo così a creare sinergie per lo sviluppo.

COPRORIZ-Ntende, un interessante esempio di business sostenibile partecipativo capace di generare investimenti responsabili

La storia di COPRORIZ-Ntende inizia nel 2003 come associazione e poi nel 2005 come cooperativa. Oggi include 3.761 soci, 2.450 uomini e 1.311 donne. Il primo presidente, James Karangwa, e l’amministratore delegato, Jean de Dieu Sinzamuhara, sono i leader e i protagonisti chiave, insieme ai soci della cooperativa, per il raggiungimento del successo durante questi 15 anni di attività.

Tutto è iniziato nel 2003 con un intervento del governo che ha trasformato il territorio di Ntende. All’epoca, la popolazione locale coltivava le ampie distese di terra, non riuscendo nemmeno a soddisfare il consumo domestico. A quel tempo, come ci hanno detto in particolare le donne durante i focus group, la dieta familiare era composta principalmente da patate dolci. Si viveva in uno stato di profonda povertà e carestia. Il governo è intervenuto costruendo una diga, creando una palude e gli agricoltori sono stati incoraggiati a unirsi e a coltivare insieme la terra.

Quando tutto ciò è accaduto James era lì. Non è stato facile all’inizio, come ci ha spiegato. Gli agricoltori erano fortemente motivati a migliorare il loro benessere, ma avevano una bassa capacità produttiva e gestionale. Inoltre, le persone non si parlavano neanche tra di loro a causa della scarsa fiducia lasciata dal genocidio. Tuttavia, il fatto di essere formalmente insieme ha attirato corsi di formazione organizzati da attori esterni.

James considera questo elemento come la svolta della storia di COPRORIZ-Ntende. A poco a poco, grazie alla formazione, sono riusciti ad aumentare la produzione di riso, a gestire in maniera integrata gli animali infestanti  e, soprattutto, ad amministrare la cooperativa conformemente ai sette principi cooperativi. È stato interessante scoprire che il programma “ Farmer Field School” della FAO è risultato particolarmente utile permettendogli così di imparare a lavorare insieme, a gestire in maniera integrata gli animali infestanti e ad aumentare la produttività della produzione di riso passando da 2,5 t/ha a 5,25 t/ha riducendo i pesticidi e fertilizzanti chimici.

Un altro momento importante per la storia della cooperativa è stato quando hanno firmato un contratto con un acquirente nazionale, assicurandosi così un accesso redditizio al mercato.

La cooperativa ha messo in atto un sistema di governo piramidale che vede alla base dei gruppi, ciascuno formato da circa 25/30 soci. Ad oggi esistono circa 8/10 gruppi che insieme formano una zona, ad ogni livello si trova il centro di raccolta del riso. COPRORIZ-Ntende ha in totale 15 zone. Ogni zona elegge i suoi delegati che poi partecipano alla assemblea generale ed eleggono il Consiglio di Amministrazione. Il flusso di informazioni tra i gruppi ed il consiglio e viceversa è assicurato dai “promotori”, cioè degli agronomi assunti dalla cooperativa con l’obiettivo di fornire assistenza tecnica agli agricoltori di ogni zona.

Sebbene ci siano state delle sfide, la cooperativa è cresciuta ed è riuscita a fornire ai soci molti servizi che hanno cambiato la loro vita. Durante uno dei focus group, abbiamo chiesto ai soci di identificare i principali cambiamenti che si sono verificati nella loro vita da quando hanno aderito alla cooperativa. Hanno stilato una lista molto lunga:

  • Un alloggio dignitoso, grazie ad un reddito più alto ed un accesso più facile ai prestiti bancari agevolati dalla cooperativa che fa da garante;
  • Istruzione dei figli fino al livello universitario grazie a piccoli prestiti erogati dalla cooperativa per pagare le rette scolastiche dei bambini; il negozio della cooperativa che gli permette di comprare i libri e la cancelleria; e un accesso più facile ai prestiti bancari per pagare le rette dell’università;
  • Pensione per i soci con più di 70 anni pagati dal fondo cooperativo;
  • Assicurazione medica fornita dal fondo cooperativo;
  • Servizi funebri pagati dal fondo cooperativo nel caso in cui un socio o uno dei loro parenti venga a mancare;
  • Aumento delle conoscenze agricole, grazie alla formazione e ai consigli tecnici forniti dalla cooperativa;
  • Sentirsi più forti e capaci, grazie al potere collettivo;
  • Accesso più facile e stabile al mercato;
  • Miglioramento della nutrizione e della sicurezza alimentare, grazie a una migliore conoscenza di una dieta equilibrata ottenuta durante alcuni corsi organizzati dalla cooperativa; maggiori entrate economiche che gli hanno permesso di diversificare il cibo acquistato; allevamento di bovini e caprini;
  • Accesso all’elettricità grazie ai pannelli fotovoltaici.

Guarda il video per ascoltare direttamente da loro questa fantastica storia di sviluppo sostenibile, coesione e investimenti responsabili!

Tuttavia, ci si potrebbe chiedere come si possa rendere sostenibile un processo di sviluppo come questo, altamente dipendente da una singola attività agricola, soprattutto quando si ha a che fare con shock di varia natura, come il cambiamento climatico. Una cooperativa come questa può essere resiliente? Questa è stata la prima domanda che si sono posti James e Jean de Dieu. La loro ambizione era quella di costruire un’attività sostenibile in grado di soddisfare efficacemente le esigenze dei soci nel tempo. Ma come fare tutto ciò? La risposta arrivò per caso, quando fecero il loro primo investimento costruendo una sala per le loro riunioni. La sala, considerata la migliore del distretto, è stata chiesta in affitto, e dopo, su richiesta dei clienti, la cooperativa ha costruito anche un ristorante e un hotel, recentemente premiato con due stelle, come ci hanno mostrato orgogliosamente.

Oggigiorno la cooperativa genera un surplus di 40 milioni di RWF (44.300 USD) derivanti dalla produzione di riso e altri 60 milioni di RWF (66.500 USD) provenienti dall’hotel. Questo non solo significa che il livello dei servizi assicurati ai soci non viene alterato in caso di cattivo raccolto, ma anche che la cooperativa può soddisfare le nuove esigenze emergenti. Altri investimenti sono in corso, come ad esempio un progetto sugli allevamenti avicoli che non solo mira a dare ad ogni socio dei pulcini (avendo così un impatto positivo sulla nutrizione e sulla diversificazione del reddito familiare) ma anche a fornire il distretto, generando così un ulteriore reddito per la cooperativa.

Un altro progetto interessante è la fondazione di un’associazione agricola composta dai figli dei soci che, dopo aver completato gli studipossono intraprendere attività di pesca nella diga, permettendogli così di avere proprio reddito. A proposito, come ci hanno spiegato, la diga è gestita da un’associazione di utenza d’acqua che si occupa della manutenzione della diga e che lavora di pari passo con la cooperativa per servire la palude al meglio.

Il consiglio e l’amministrazione da soli non hanno deciso nessuno di questi progetti d’investimento. Come ci è stato spiegato, per ogni investimento c’è un processo interno di discussione che porta a capire quali siano i progetti prioritari per soddisfare le esigenze dei soci.

Quando abbiamo chiesto alla direzione quale fosse il loro fattore di successo, abbiamo capito subito che si trattava proprio del loro impegno nel rispondere ai bisogni dei soci, generando così fiducia, trasparenza e responsabilità. Questo è stato confermato dalle parole di ogni singolo socio che abbiamo incontrato. La coesione sociale ed economica, deteriorate dal genocidio, sono state ricostruite e questo è uno dei maggiori successi della cooperativa COPRORIZ-Ntende.

Cosa emerge da questa storia cooperativa?

Passare quei giorni con James e Jean de Dieu, così come con il presidente appena nominato, e con tutti i soci che abbiamo incontrato, è stata davvero una lezione interessante sullo sviluppo cooperativo. Come al solito, ecco alcuni spunti di riflessione:

  • Si dice sempre che le cooperative create attraverso un processo bottom-up abbiano maggiori probabilità di sopravvivere e di funzionare bene. Certo, non è un mistero che questa cooperativa abbia una storia diversa e che all’inizio non abbia potuto contare su un capitale sociale importante (per capitale sociale si intende l’esistenza di  un gruppo impegnato di persone che ha lavorato insieme per promuovere un processo di azione collettiva). Tuttavia, dopo 15 anni, questi legami di fiducia tra soci che credono in quello fanno , esistono. Ciò è avvenuto principalmente grazie a dei leader impegnati e visionari che sono riusciti a ricostruire la fiducia e motivare gli agricoltori, ma anche grazie ad un sostegno positivo degli attori esterni, che forniscono formazione e hanno trasformato questa esperienza in una buona pratica di sviluppo cooperativo.
  • L’importanza delle donne in Ruanda è impressionante. Dopo il genocidio, sono diventate la spina dorsale dello sviluppo del paese. La realizzazione di corsi di formazione ad hoc per le donne ha avuto un ruolo importante nel sostenerle nel processo di autosviluppo e consentire la loro partecipazione attiva alla cooperativa. All’interno della cooperativa, hanno anche una propria commissione in cui discutono temi che sono di loro interesse. Tuttavia, una più elevata rappresentanza a livello dirigenziale sarebbe auspicabile per la cooperativa COPRORIZ-Ntende.
  • Infine, un’osservazione sul ruolo delle cooperative per promuovere investimenti responsabili. Si tratta di un tema particolarmente importante per me (Sara) e Cécile Berranger (oggi socia di aroundtheworld.coop). Insieme ad un’altra amica, Federica Rinaldi, abbiamo scritto un articolo esattamente su questo! In questo articolo abbiamo mostrato come le cooperative non sono solo in grado di generare investimenti attraverso capitale proprio e prestiti, ma possono anche creare sostenibilità finanziaria e garantire servizi efficaci ai loro soci e questi investimenti possono aumentare la disponibilità dei soci a reinvestire nella cooperativa stessa, generando così un circolo virtuoso di investimenti responsabili e sviluppo sostenibile. Questa ricerca è stata l’output di un progetto che abbiamo realizzato nell’ambito di una partnership tra la FAO, l’Università Roma TRE, ICA Africa e l’Uganda Cooperative Alliance. Il caso del Ruanda ha confermato tutti i risultati emersi in Uganda!

Quindi, prima di chiudere questo post, desideriamo condividere il ​​momento dello scambio di regali, quando abbiamo dato a James l’olio di argan prodotto dalla Cooperativa Toudarte!

Questa volta abbiamo anche chiesto a Jean de Dieu, amministratore delegato, di condividere un suo pensiero con i cooperatori e i leader delle cooperative in tutto il mondo … ecco qui!

Uno dei migliori modi per sradicare la povertà è attraverso le cooperative … Ai leader delle cooperative chiedo di lavorare duramente nella trasparenza e assicurare la libertà a tutti i soci perché il fallimento, il successo e l’orgoglio cooperativi non sono solo i vostri … ricordatevi che si raccoglie sempre ciò che si semina e che c’è una grande opportunità se si mira all’interesse comune!

Siamo molto grati per il periodo fantastico che abbiamo trascorso in Ruanda! I nostri ringraziamenti vanno a tutti i soci di COPRORIZ- Ntende, tra cui il Signor Africa, direttore dell’albergo, che ha facilitato il nostro soggiorno e che ci ha aiutato con la traduzione, e a tutto il personale che lavora nell’albergo e che ha reso il nostro soggiorno confortevole e indimenticabile. Ringraziamo anche il presidente della Confederazione nazionale delle cooperative del Ruanda (NCCR) AugustinKatabarwa, e il segretario esecutivo, Gerald Ngabonziza, per averci accolto nel paese delle mille colline. Inoltre, vorremmo anche ringraziare il rappresentante della FAO Ruanda, Gualbert Gbehounou e tutto lo staff della FAO per l’incontro molto interessante durante il quale abbiamo discusso a riguardo dello sviluppo cooperativo nel paese. Il nostro ringraziamento va anche al Dr Augustine Rutamu, Vice Rettore dell’Università Laico Avventista di Kigali e ai suoi colleghi per l’interessante conversazione in merito alla ricerca sull’economia cooperativa.

Ultimo ma non meno importante, vorremmo ringraziare ancora una volta l’ International Co-operative Alliance e ICA Africa per il loro grande supporto!

Speriamo di rivedervi tutti di nuovo ad ottobre, per l’Assemblea Generale dell’ICA del 2019!

Grazie! Murakoze Urakoze!

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